Lucia Di Miceli
0402

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SCRIGNO

 

Mi apro a te come uno scrigno

che si apre al bagliore

della bellezza

ai graffi dell’anima

ai ricordi dimenticati

Per incontrare

nei sentieri dell’esistenza

la melodia dell’anima mia

E tra le pieghe della memoria

ritrovare integre emozioni

 

03/10/2017

GROVIGLIO

 

Come faremo

a dipanare il groviglio

che ha preso le nostre vite

intrecciate l'una a l'altra

senza nessun ordine

come piaceva a te

come non piaceva a me

 

Incontrare l'amore

ha un prezzo troppo alto

e non c'è prezzo per riuscire

a sciogliere il groviglio

che ci avviluppa e ci intreccia

in magiche immagini

che si formano

spostando ogni filo

 

Questo fato così imponderabile

che ci ha presi e

mischiati nel sangue

nelle viscere e nella mente

infinita e tiranna

come il tempo che passa

mi impedisce di camminare

con te sulla sabbia umida

sfiorare appena la tua mano

guardarti negli occhi

e nel silenzio ritrovare il noi.

 

Lasciare le impronte

del nostro passaggio

su questa terra

che tutto sa e ci aggroviglia

ancor più.

 

Non abbiamo mani

per dipanare l'imponderabile

perché si ama solo

senza un perché.

RICORDI

 

Ci separammo

senza esserci capiti

come capita in questa vita

Non ci lasciammo

perché i ricordi

non ci abbandonarono mai

ASFALTO

 

C’è un luogo magico

sul lungomare

tra case vagamente arabeggianti

Sparute palme

ombreggiano aiuole

di pitosfori malati

 

La sabbia rubata si è fatta

strada e parcheggi

D'estate la risacca calpestata

confonde il suo rumore

con le urla dei bambini

d'inverno raccoglie 

il ciarpame lasciato a marcire

in un freddo squallore

sotto un pallido sole

 

In questo luogo rubato

dove la luna inonda il mare

fino a raggiungerlo

mille notti

abbiamo aspettato che i bagliori

dorati dell’alba

confondessero gli occhi

fino a chiuderli nell’oblio

in un sublime

unico ed irripetibile

 

01/01/14

NOTTE

 

Questa notte

mi abbraccia e avvolge

violento chiaroscuro di una luna divorata

da nuvole veloci e minacciose

 

Luna persa e ritrovata con ansia

tra bagliori continui

 

Notte di luce dilagante

sui muri di case silenziose

 

Occhi chiusi e muti

le mille silenziose finestre

al mio sguardo smarrito

 

A me ingoiata dal buio accecante

in cerca solo di una parola

senza ritorno

VOLARE

 

Mi sollevi talmente in alto
che mi sembra di volare
le tue mani intorno a me
i miei occhi disperati
ed ancora increduli


Mi sollevi ancora e mi stringi
sempre più forte
nei tuoi occhi la follia
nei miei occhi il dolore


Mi lasci andare
cado a terra per sempre
in quel buio
assoluto sconosciuto
inimmaginabile
dove il caldo della tua stretta
è diventato il freddo eterno


Ora non volo più tra i sogni 
della nostra vita immaginata
sollevata lievemente 
dal vento dorato di sguardi
ricordi e speranze


Era tra le tue braccia
amore mio
amore mio dannato e sconosciuto
era tra la tue braccia
che avevo imparato a volare.

per la GIORNATA

CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE 25/11/2013

MIO GIOIELLO

 

Tra le mie calde acque ti ho nutrita e cullata

Ti ho sussurrato gioie, fantasie e pensieri

confidato ansie paure e angosce

 

Tra i movimenti ondeggianti ti ho immaginata

e attesa per il resto della mia vita

 

A primavera hai lasciato le mie acque

e come sospinta dal vento di Zefiro

hai urlato alla luce sconosciuta e accecante

 

Ti sei divisa da me ed aggrappata a me

e come Ora ti ho donato l’abito della tua vita

 

a Federica per il suo 18° compleanno 04/05/2013

IL TEMPO

 

I segni sul viso

la bellezza del tempo

vissuto

ISOLA

 

Sulla mia Isola

Madre difficile e sorella crudele

cerco il sentiero che porti a nuove parole

 

Cerco la lingua della mia Terra

tra gli odori acri di ferite mai rimarginate

 

Cerco arcobaleni e colori di pace

tra pietre eterne spezzate echeggianti

 

Ansie di infinito

nel vento della valle

e solitudine di anima lacerata da viaggi

alla ricerca di un io possibile

 

Ed ogni giorno è sempre il primo

ZAGARA

 

Tra giardini di arance e cedri

fresco profumo di zagare

spinto da grecale mi riporta

all’isola del sud

 

Sfavillante e pungente bianco

mi inonda l’anima e mi seduce

 

S'insinua tra le pietre

corre tra le spiagge dell’oblio

oltre il Vulcano perenne

oltre il mare antico

e mi rapisce

in un unico sogno

di libertà

TERRA

 

Vorrei salire sulla nave

che porta alla mia isola

e sentire sulla pelle

il vento pungente e salmastro

Intuire e riconoscere

tra le luci lontane i contorni delle cose

 

Avvicinarmi riprovare a vivere

i desideri inesauditi di tutta la vita

 

Ma ora che sono salita

su questa nave

non posso più scendere

e la mia isola si allontana sempre più

Perché nulla più mi appartiene

e solo il ricordo mi può salvare

 

tre poesie alla Sicilia

Il PITOSFORO

 

La tristezza del mio cuore

è la misura della tua lontananza

ma il pitosforo è tornato a sbocciare

il suo profumo mi inebria e stordisce

e mi riporta la dolcezza del tuo ricordo

LUNA BLU

 

La malinconia vive

agli angoli della mia bocca

e la tristezza nei miei occhi

 

Ho addentato la mela

della libertà

ma la libertà è solo una sensazione

 

Ho guardato la luna blu

e ho camminato di nuovo

nei tuoi sogni

CON TE

 

Con te viaggerò

per città e castelli

Insieme

percorreremo strade

e sentieri nei boschi

ei arrampicheremo sui monti

Sarai nel mio cuore

nei miei pensieri nei miei affanni

e mai la tua mano mi afferrerà

 

Con te visiterò chiese e musei

saliremo sulle torri e sui campanili

Insieme

attraverseremo ville e giardini

profumati di fiori e di altre vite

e mai la tua mano sfiorerà la mia

 

Con te vivrò mille emozioni

guarderò lo stesso cielo

e la luna e la notte

mi addormenterò sulla sabbia

e il tuo abbraccio mi scalderà

 

Con te piangerò

e senza di me te ne andrai

per essere insieme sempre

ACQUA

 

L'acqua è scivolata 

sul profumo dei pini e dei ginepri

come un torrente ha travolto 

il suono delle parole le dolcezze del sorriso

la forza dello sguardo

 

Il mio bicchiere è ormai vuoto

come il mio letto

 

Notte di luglio a Santa Lucia

e sole accecante sulla spiaggia di sassi.

Sotto il ponticello non ti ho più trovato

SOLCHI

 

Ho riempito la mia vita di sconosciuti

Ho solcato il mio corpo e coltivato cardi

ho lasciato sola la mia anima

Ho urlato nella notte

e volto lo sguardo alla luna

 

Ora leggo i miei silenzi

le parole di una nuova vita

ed il profumo dei fiori

IL PROFUMO DEL GINEPRO

 

Nel bosco

le robinie si allungano verso la luce

le nostre ombre si piegano

e salgono lungo i fusti acerbi

 

Il terreno scosceso frena i passi

gli sguardi colgono le tenere russole

i muschi vellutati ed umidi

e i cespugli di agrifoglio ai piedi degli ornielli

 

E’ qui che ti accoglierò

all’ombra di una radura

nell’afa di un pomeriggio d’agosto

 

E per i sentieri e le garrighe miste

mi vestirò solo

col profumo del ginepro

 

agosto 2003

LA TUA MANO

 

Una notte magica

ho preso la tua mano

e l'ho baciata dolcemente

 

Conservami nell'incavo

e non ti lascerò mai

aprila e ti guarderò

chiudila e ti stringerò

aprila di nuovo e ti sorriderò

stringila forte e ti penserò

 

Falla scivolare sul tuo viso

e sentirai la mia carezza

mettila in tasca e sentirai il mio calore

passala tra i capelli

e le mie dita scivoleranno tra loro

 

Posala sul tuo cuore

e sentirai il mio amore.

TRAMONTO

 

La tua ombra si allunga sulla terra nuda

mentre il sole tramonta

tra i rami della quercia

 

Il vento caldo mi porta i tuoi pensieri

ed il segreto chiuso nel tuo silenzio

 

Come un suono magico e lontano

mi rapisce e mi porta per mano

fino al tuo cuore

ISOLA DEL LAGO

 

...mai più nulla sarà come prima…

aspetto di ritrovarti

isola dei miei desideri

VITA

 

Questa è la notte

della Vita

tra lenzuola intrise di complicità

e gonfie di passione

appoggia il tuo capo

sul mio ventre

e ascolta dentro di me

il battito del tuo cuore

ANCORA

 

I miei sguardi parole

le mie mani parole

su di te parole

Ancora

Sempre

OGGI

 

Oggi 

ti donerò tutto di me

il mio abbraccio appassionato

il mio bacio desiderato

 

La mia dolcezza ritrovata

la mia forza disperata

il mio cuore traboccante

la mia risata felice

 

E tu 

mi lascerai possedere

ciò che batte

oltre i tuoi occhi

SOGNO

 

Ti devo un sogno

con il sapore di questa estate

con il profumo delle ginestre

nei bicchieri appannati

 

Il sole rotola

tra le nuvole bianche

e le colline fino al mare

 

Il ponticello di pietra evoca

la nuova passione

ed i colori dell’estate

 

L’acqua si infrange

sulla nostra pelle arsa

e i sassi levigati

COME IO

 

Ti amo

con l’immensità e la certezza

di un madre

con la complicità e l’allegria

di una sorella

con la fiducia e la disponibilità

di un’amica

con la passione e l’infinità

di un’amante

Ti amo

come io

 

SEI TU

 

Sei tu

che mi svegli la notte

per entrare

tra le fantasie dei miei sogni

per rubare la chiave

della mia solitudine

sei tu

che ti nutri con le parole

dei miei desideri

per concludere frasi incomplete

sei tu

che vieni a trovarmi

sulla panchina del mio giardino

mentre il mio pensiero

si perde oltre le colline

sei tu

che poserai i piedi nelle mie impronte

sulla sabbia

prima che il mare

possa cancellare

i loro messaggi

Sei tu 

VORREI  INCONTRARTI

 

Vorrei incontrarti

in un’antica libreria

tra vecchi libri

e odore di carta polvere

e tempo

 

Vorrei incontrarti

aprire un libro

rilegato in pelle

e leggerti le mie vecchie poesie

i miei pensieri di sempre

le mie parole confuse

tra la polvere di stelle

come sul banco di un mercato

in una piazza di pietra

al chiaro di luna

 

Vorrei incontrarti

in un’antica libreria

e trovarti tra gli scaffali

e le fessure del tempo

tra i cataloghi patinati

dei miei artisti

Cezanne Manet

Klimt ed un nudo

sdraiato sull’erba

dell’isola di Gaugin

 

Vorrei incontrarti

al di là dello scaffale

della musica

tra gli spartiti impolverati

ascoltare suonare chitarre

vecchie melodie

e ricordi e paesaggi

e profumi d’estate

 

Vorrei incontrarti

in un’antica libreria

con le parole in vetrina

in bella mostra

stampate in oro

in rosso o verde e blu

e leggere parole

macinate fantasie

di rhum che sa di mare

e di salsedine

 

Vorrei incontrarti

in un’antica libreria

per cercarti nel tempo

tra calendari

che riportano in rosso

le date del nostro amore

tra ricette e filtri d’amore

tra fogli e pagine dimenticate

tra le pagine ingiallite

di un libro labirinto

dove la strada

non porta più indietro

e la verità

è a pochi passi

nascosta nei tuoi pensieri

ASPETTO

 

Aspetto un’altra notte passare

al bivio

tra un passato sempre più pesante

malinconico ammiccante

e un futuro

sempre più breve irraggiungibile

inimmaginabile

 

Aspetto un’altra notte passare

tra gli spazi di lancette

troppo veloci o troppo lente

di orologi inesorabili

spietati infiniti

e mai complici

 

Aspetto un’altra notte passare

ascoltando

i suoni del buio

Rumori scricchiolanti

indefinibili inspiegabili

di ataviche paure

Voci e latrati di cani

Bolidi sfreccianti

e folli solitari

Fischi di treni riecheggianti

carichi di vite diverse

Folate di venti sussurranti

o travolgenti

grecale e tramontana

maestrale e poi garbino

 

Aspetto un’altra notte passare

Cercando pensieri assillanti

pungenti impietosi

travolgenti rotolanti

come pietre di una frana

Sogni profumati di mare

odorosi di conchiglie

ed alghe morte

E ancora sogni

di orizzonti assoluti

e di un’isola del sempre

 

Aspetto un’altra notte passare

leggendo pagine

di mondi sconosciuti

di viaggi straordinari

di delitti passionali inutili e brutali

di amori infiniti e impossibili

ricambiati e traditi

di amori di altri

 

Aspetto un’altra notte passare

nel letto del riposo

della febbre del tormento

del pianto della gioia

dell’amore e della passione

Aspetto un’altra notte passare

con te nell’anima

Aspetto Immobile

ADDIO

 

Tra le lenzuola

del letto disfatto

il calore

del nostro ultimo incontro

 

Sul comodino

il tuo biglietto aereo

il mio addio

ALBA

 

I miei occhi si colorano d’arcobaleno

al suono della tua voce

e le labbra si porgono

pronte

al tuo bacio

Nella luce del mattino

ascolto piano il nostro vivere

nel lento suono della risacca

URLA

 

Urla graffianti

in una notte di tempesta

Urla di abbandono e solitudine

Urla per non dimenticare

FOGLIE

 

Ho ascoltato il rumore

del silenzio

Mi ha portato le parole

delle foglie sospinte dal vento

PARATY

 

Nella Laguna di Paraty

i velieri portano a Rio

l'oro di Minas Jerais

 

Sulla banchina i marinai

ballano ridono

e bevono Cachaca

e nelle ceste brilla l'oro

 

Una sedia vuota

attende solitaria

contro il muro di calce bianca

 

I portali e gli architravi variopinti

colorano tutta la città

e nel crepuscolo

si accendono ancor più

 

Lontano

canti antichi dei marinai

si alzano insieme alle vele

e lentamente scivolano

sul blu dell'Oceano.

 

Paraty 04/01/1983

NOSTALGIA

 

Oggi guardo il sole allontanarsi
ed è già troppo distante
come tu da me


L'ombra dei ricordi mi avvolge
nel filo sottile che percorre
tutta la nostra vita


Ti accarezzo dolcemente
anche se sul freddo vetro
di una cornice


Solo uno spiraglio di luce
nel cielo
riflette noi due insieme


Respiro e poi ancora
cercando il tuo profumo
E lo trovo

lo trovo 
nelle mie mani
perché di te
non posso liberarmi
 

a Margarida per Antonio 6/4/2014

ANTONIO

 

Il pennello corre veloce

sulla grande tela

come se in quel momento

fossi tu li a scavare la roccia della cava

con passione e forza

e così vincerai alla Galleria di via Nazionale

 

Nella tua stanza imparo l’amore per la lettura

dai libri quasi tutti a me proibiti

Miller  Steinbeck Kerouac 

anche quello con la dedica di Donatella

 

Gli amici vanno e vengono

mi lasciano incollare spugnette

sui plastici di balza e polistirolo

Loro ci sono sempre

ridono discutono studiano

e saranno gli amici della tua Vita

Io li conosco tutti

Enrico T. mi tiene sulle ginocchia

si lascia accarezzare i suoi capelli

sono morbidi coma la seta

Mina è affettuosa e materna

Enrico I. ha il pizzetto

e mi intimorisce un po’

Vi guardo,

ascolto e mi nutro delle vostre parole

 

Dal nuovissimo Decca

escono note indimenticabili

dei Bleates con Jellow submarine

 

Gli anni passano e con te cresco

e con te vivo la Storia

come quella Primavera

che segnò la nostra generazione

I ragazzi sfilano per via Palestro col braccio alzato

li vedo dal balcone della tua stanza

e urlano slogan che parlano di Dubicek

 

Sul Decca metti i 45 giri

di Celentano e Mina

Azzurro e Vorrei che fosse amore

e io le imparo a memoria

 

Ancora un anno trascorre

Corri sui gradini di Valle Giulia

con le cartelle sotto il braccio

cariche di progetti e di idee

in cerca di un futuro che verrà

lo stesso futuro che Jan Palach

non vedrà mai

ma segnerà il nostro

 

E io con te imparo

Imparo a dipingere dai tuoi quadri

e su i tuoi quadri

e di nascosto ripasso il pennello

sui contorni di visi afflitti di donne piangenti

Nel naso radice di miei ricordi

odori misti di trementina

colori ad olio e grafite

di fogli di carta lucida

segnati e arrotolati

 

La tua camera è la numero 3

della nostra indimenticata e indimenticabile

pensione Danubio

ha il soffitto altissimo e l’hai dipinta di nero

Il manifesto mito di Bob Dylan

con i capelli tutti colorati

si ripete lungo la parete del tuo letto e lo incornicia

E io su quel letto ci faccio capriole e ci cresco

 

E poi c’è Giulio sornione e creativo

anche con lui cresco ed imparo

pennarelli china e camera oscura

e sarà un mestiere

E  tu e lui amici per sempre

 

Molti anni sono passati

molti dei tuoi quadri sono a casa di tua sorella

lontani da te dal mondo così diverso che poi hai vissuto

e da quella via Palestro mai dimenticata

Tutto è cambiato per tutti

così come è nella ragione della Vita

 

Ora che sei nella terra calda e umida

di quella Terra lontana che ti ha accolto

negli anni della maturità

io sono tornata nella strada della memoria

dove più nulla è rimasto di quel passato

che ci ha portati alla vita di oggi

 

Tutto è diverso

le voci dei ragazzi  in protesta

non si sentono più

I licei si sono trasformati in uffici

Non posso entrare nel palazzo umbertino al 34

salire di corsa le scale fino al secondo piano

rivedere il balconcino nel cortile

dove con Mario parlavi di ragazze e filosofia

 

In tre ve ne siate già andati

lasciandoci ai dolori alla nostalgia

e agli affanni quotidiani

 

I tuoi quadri i tuoi libri l’eco della tua voce

scorrono nei rivoli di infiniti ricordi

Ed io che ho alcuni dei tuoi libri

se ne apro uno sento ancora il tuo profumo

 

06/01/2014

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